Corso di formazione per volontari

Il Consultorio cura la formazione permanente degli operatori; la ritiene molto importante per lo svolgimento della propria attività. Le psicologhe frequentano in proprio corsi di formazione su tematiche inerenti alla loro professione e riportano nelle relazioni di aiuto agli utenti i benefici effetti della loro crescita personale. La Direttrice dott.ssa Moioli Raffaella ha organizzato in Consultorio un corso specifico per i collaboratori volontari. Durante la riunione settimanale di équipe vengono discussi, nell’anomìnimato, casi problematici. Psicologhe e consulenti familiari danno il loro apporto di riflessione partendo ognuno dal proprio punto di vista professionale, usando termini consueti nella propria formazione che possono non essere di immediata comprensione. Di qui l’opportunità offerta da questo corso di una serie di incontri di condivisione e chiarificazione.

Nel primo incontro del 3 febbraio scorso la dott.ssa Michela Papotto ha introdotto il tema “Famiglia e dintorni – uno sguardo sistemico”  utilizzando la terminologia propria dell’approccio sistemico-relazionale. La dottoressa ha inteso condividere il significato e le implicazioni di termini in uso in tale approccio in modo da favorire un arricchimento professionale all’équipe.  Si sofferma sulla parola “famiglia”. Nell’approccio sistemico ogni membro è interdipendente con gli altri membri della famiglia; è quindi importante osservare le dinamiche familiari e analizzare le regole del contesto familiare, tenendo presente che ognuno ha la propria immagine del termine “famiglia”. L’approccio sistemico parte dal presupposto che si coglie lo sviluppo di un individuo osservando il sistema familiare e che il suo comportamento dipende dalle circostanze presenti in “casa”.

Il secondo incontro è stato condotto dalla dott.ssa Francesca Corda sul tema “ La personalità e le differenze individuali”. Il suo obiettivo è stato innanzi tutto quello di chiarire il significato di alcuni termini: personalità = organizzazione complessa di modi di essere, di conoscere e di agire che assicura coerenza e progettualità alle relazioni con il mondo; temperamento = riflette una base biologica e determina la spinta ad agire; carattere = risultato dell’interazione della personalità con l’ambiente.           La dottoressa ha approfondito alcuni approcci allo studio della personalità ed ha elencato alcuni disturbi della personalità, sottolineando che non sono sempre facili da individuare nei colloqui e, soprattutto che non vanno confusi con caratteristiche della personalità che sono normotipiche fino a quando non vanno a esprimersi in modo disfunzionale.

La dott.ssa Cristina Romagnoli ha condotto il terzo incontro su “L’Assistente Sociale di territorio e il lavoro con le famiglie: l’utilità degli strumenti di mediazione familiare”. Lavora per conto di un Ente pubblico. E’ Assistente Sociale e Mediatrice Familiare. Si occupa del settore “famiglie e minori”. Ha presentato in termini molto concreti i disagi di certe famiglie, accentuati dalla pandemia e conseguenti lockdown, e le correlate problematiche di gestione delle relazioni di aiuto.             I servizi di emergenza sono continuati usando tutte le necessarie precauzioni previste per la pandemia, andando in famiglie e attivando i parenti di persone fragili, anziani e minori problematici. Il rimanere forzatamente in casa ha aumentato la conflittualità familiare in modo esponenziale. In particolare i minori, non andando a scuola, non frequentando amici, non svolgendo attività sportive, ma utilizzando di  più i video giochi, hanno agito momenti di conflittualità anche fisica nei confronti dei genitori. Anche la DAD quando non utlizzata dai figli è stata causa di litigi. All’Ente pubblico sono arrivate numerose segnalazioni, anche di casi che non erano in carico in precedenza. Colloqui on line hanno permesso di vedere dentro casa, quindi di integrare le informazioni in possesso dei Servizi e di attivare interventi di sostegno e educativi. Come elemento positivo si è registrato, nelle richieste di mediazione familiare da parte di genitori separati, una maggior consapevolezza rispetto al passato. La perdita di lavoro ha esasperato il contesto; ci si aspetta una crescente carenza di risorse economiche. I Servizi ritengono prioritario il mantenimento del bene casa. Il reddito di cittadinanza non esaurisce le necessità. Ci sono famiglie che si vergognano di presentare la loro situazione reale per richiedere aiuti economici anche per paura dell’allontanamento dei figli a causa della povertà.             Sarebbe auspicabile un lavoro in rete fra Servizi pubbblici e privati, ma si riscontrano difficoltà nello stabilire i confini fra le competenze dell’uno e dell’altro.

Il quarto incontro è stato condotto dalla dott.ssa Stephanie Barazzotto sul tema “La consulenza sessuologica”. L’argomento è stato scelto perché in Consultorio molto spesso arrivano richieste legate alla sessualità e il tema viene trattato nell’ambito dei corsi per fidanzati. La dottoressa precisa che la tematica della sessualità ha incominciato ad essere approfondita in tempi recenti, negli anni ’50. Ha ricordato la definizione che l’O.M.S. ha dato della “salute sessuale”: benessere sia fisico che emozionale del singolo e della coppia, contestualizzato nel contesto sociale. Elenca le dimensioni della sessualità: riproduttiva, ludica, sociale, semantica (ricerca di significati per la nostra vita condivisi con qualcuno), narrativa, procreativa (implica progettualità). Declina le diverse fasi del ciclo sessuale che offrono armonia nella relazione di coppia. Ognuna di esse può manifestare disfunzioni la cui causa può essere fisica o psicologica; necessitano di un corretto approccio sessuologico o psicologico per una miglior conoscenza di sé e di sé con l’altro. La dottoressa accenna all’evoluzione nelle espressioni della sessualità legate all’età e ai cambiamenti indotti da particolari eventi. Ad esempio, la nascita di un figlio porta significativi cambiamenti nella coppia e la conseguente necessità di ridefinirsi come coppia e come coppia di genitori. In questa fase possono esserci momenti di conflittualità fino all’allontanamento da parte di uno dei due, a meno che la coppia riesca a ritagliarsi degli spazi per vivere la popria relazione affettiva e riesca a condividere modalità educative del figlio. L’incontro termina con un dialogo con i presenti. Si osserva, ad esempio, che emergono negli ultimi anni problematiche nuove. Si notano difficoltà nei figli in base a come la coppia gestisce l’aspetto sessualità in famiglia. Quando l’aspetto sessualità è avulso dalle genitorialità, i figli hanno più difficoltà nel porre dei confini alla propria sessualità.            

La dott.ssa Eleonora Donati conduce il quinto incontro sul tema: “Ben-essere a scuola”. Pone la domanda: come promuovere il benessere nell‘età evolutiva? Lo psicologo scolastico si muove sul fronte del disagio e su quello della promozione del benessere. Quest’ultimo fronte è piuttosto recente: si cerca di integrare l’idea di scuola come luogo di apprendimento con l’idea di luogo di crescita e di sviluppo. Gli interventii dello psicologo scolastico sul disagio riguardano l’abbandono e la dispersione scolastica, il bullismo, l’inclusione di disabili e di stranieri, ecc. Quelli sulla promozione del benessere riguardano l’offerta formativa, gli aspetti socio-affettivi, l’educazione sessuale, le innovazioni tecnologiche, ecc. La collaborazione con la scuola ai vari livelli (dirigente scolastico, insegnanti, famiglie) permette di formalizzare, quando necessario, piani di apprendimento individuaizzato.             E’stato redatto a livello nazionale un “Protocollo” tra l’Ordine degli Psicologi e il Ministero dell’Istruzione che prevede la presenza a scuola dello  psicologo che si occupa della promozione della salute convolgendo tutti gli attori a tutti i livelli. A tale scopo sono previste quattro aree di supporto: organizzazione scolastica, supporto al personale scolastico, agli studenti, alle famiglie. Per ridurre le resistenze al cambiamento lo psicologo chiarisce che il proprio obiettivo è il benessere di tutti i protagonisti partendo dai punti di forza già presenti. Lo sguardo professionale dello psicologo è indirizzato ad analizzare il contesto per proporre strategie, accogliendo la fatica di tutti, consapevole della necesità di un lavoro che coinvolga ognuna delle aree citate.

Sono programmati altri tre incontri di formazione, di cui si darà conto anche sul sito, che riguardano: “Il trauma e i suoi doni” “I disturbi specifici dell’apprendimento” “Ascoltare Comunicare Sentire. La comunicazione nelle relazioni d’aiuto”.


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